Arte e cultura

18Cittadina a forte vocazione turistica, grazie anche ai suoi incantevoli panorami, Fara in Sabina vanta origini antiche celebrate nei musei, nelle opere d’arte e le numerose sagre popolari. Si presenta al visitatore con il suo caratteristico aspetto rinascimentale che ogni tanto si apre per lasciarci apprezzare resti medievali ed addirittura di epoche ben più antiche.

Il centro storico di Fara in Sabina è il risultato dell’intervento condotto su un borgo medievale ad anelli concentrici. Gli attuali vicoli sono infatti da un lato ciò che avanza dall’accorpamento di tante case-torri medievali e dall’altro delle traiettorie prospettiche che consentono l’apertura verso gli ingressi dei palazzi più importanti.

Palazzo Brancaleoni, già Castellani, è sede del Museo civico archeologico; l’edificio rinascimentale per eccellenza di Fara in Sabina insieme a palazzo Orsini, rimasto intatto nella sua essenza unitaria. Dalla facciata emerge il portale con lo stemma della famiglia; la sua ultimazione è avvenuta nell’ultimo quarto del XVI secolo come risultato dell’accorpamento di due case-torri. Il Museo merita senz’altro una visita, tant’è importante il contenuto dei reperti e della storia narrata, tra cui alcuni oggetti rarissimi e preziosi appartenuti agli antichi Sabini.

slide04In piazza del Duomo si trovano il Monte Frumentario con l’antico forno che ancora oggi produce il famoso pane di Fara, la testa della cisterna Farnese in cui leggiamo la dedica e l’anno di costruzione (1588), la torre campanaria, orientata come i quattro punti cardinali con il valore della “torre civica”, il Duomo, con le sue opere d’arte e i suoi enigmi. Definito anche “Collegiata di S. Antonino Martire”, il Duomo risale al 1506 e custodisce pregevoli tele, come la Crocifissione tra la Vergine e San Giovanni, della scuola di Guido Reni, e l’Educazione della Vergine del pittore Vincenzo Manenti; ciò che più colpisce è una tela raffigurante santa Fara che dona il modellino della città cinquecentesca al patrono Sant’Antonino.

Dalla piazza del Duomo si può salire al Monastero di Santa Maria della Provvidenza. Questo luogo, nato sull’ala est del castello, fu poi residenza privata del cardinale Francesco Barberini. Esprime in chiave emozionale prima ancora che didattica, i riti, i gesti e la cultura materiale attraverso il Museo del Silenzio, installazione che ripercorre la regola nei punti-chiave e catapulta in un mondo di soli sensi.