Fara in Vetrina

LA FIERA DI FARFA

Un evento organizzato dal Comune - Assessorato all'agricoltura e Pro Loco

La Fiera oggi costituisce l'istantanea sull'olio, sul prodotto tipico e sull'artigianato artistico più aggiornata che ci sia in Sabina. Esporre a Farfa significa collocarsi in una cornice storica senza precedenti e soprattutto godere del vantaggio logistico che Fara in Sabina gode per essere crocevia viario e ferroviario. L'Abbazia di Farfa viene visitata ogni anno da decine di migliaia di turisti provenienti da tutte le parti del mondo e le Istituzioni locali hanno investito ed investiranno in questo progetto perché il riscontro a livello di immagine e di ritorno economico per gli espositori sia sempre più sensibile. Chi partecipa alla Fiera infatti può contare su flussi tirustici, commerciali e informativi che viaggiano su 3 grandi livelli: locali, regionali e nazionali. Non va sottovalutato poi il collegamento tra la stazione di Fara in Sabina e l'aeroporto di Fiumicino attraverso il treno metropolitano a cadenza oraria. L'autostrada e le principali arterie interregionali lambiscono Farfa e la rendono facilmente raggiungibile, rendendola un agevole punto d'incontro naturale. La Fiera di Farfa è pensata per tutti, visitatori organizzati e famiglie, offrendo gastronomia tipica, intrattenimento culturale ed, in collaborazione con l'Abbazia, un servizio di visite guidate ed ingressi per le tante oepre d'arte disseminate nel borgo e nelle antiche mura monastiche.

Novità della XIV edizione che si svolgerà il 5-6-7-8 dicembre è un ampio spazio deidcato all'avvicinamento dei bambini alla natura attraverso il "battesimo delle sella" in collaborazione con l'Equi Country "Le Cerque", struttura equestre riconosciuta dal Ministero dell'Interno per il grande valore educativo dei minori. L'ASD Circolo Equestre Le Cerque ha investito soprattutto sull'aspetto didattico, ponendo la scuola come il fulcro di tutta la loro attività equestre, con corsi di monta inglese, base ed avanzati, per bambini ed adulti con il rilascio della patente equestre Equi.Country. Dispone di un parco cavalli e un gruppo di tecnici che permettono di mettere in sella tutti e di pianificare le lezioni secondo le proprie esigenze. Se siete interessati ad approfondire venite a Farfa e visitate il loro sito internet

 

La storia di Farfa e della sua Fiera

Farfa conobbe un periodo di grande splendore fin dall'anno di fondazione, grazie al suo allineamento politico filo-imperiale, interrotto solo dalle devastazioni saracene del secolo IX. Fu infatti la sede privilegiata nel centro Italia dell'impero durante il periodo carolingio. Dopo i Saraceni vi fu un breve periodo di ripresa grazie all'avvicendamento degli Ottoni; successivamente la si vide schierata nettamente con l'Impero svevo durante la lotta per le investiture per poi essere completamente integrata all'obbedienza papale attraverso l'istituto della Commenda durante il secolo XV. L'Abbazia sabina, dedicata alla Vergine, attirava periodicamente, proprio in forza del culto mariano, una grande folla di popolo. Fu così che a Farfa si organizzarono due fiere per le solennità mariane (25 marzo e 8 settembre). I Benedettini affittavano, per l'occasione, ai commercianti provenienti da altre località, gli alloggi del borgo che circondava la chiesa. Queste botteghe fisse furono costruite appositamente per la fiera e per motivi di sicurezza >>leggi documento<< Di questa fiera più antica si sono tuttavia perse le grandi tracce. Sappiamo comunque che durante la prima metà del 1600 "gli interventi [di ristrutturazione] furono radicali anche nel quartiere fieristico, che aveva subito un notevole degrado e non era più funzionale alle esigenze dei mercanti e dei visitatori di una delle fiere più importanti dell'Italia centrale, dotata di particolari privilegi ed esenzioni" Le merci commerciate a Farfa erano di natura diversa da quelle comprate e vendute durante altre fiere centro-italiane: lana, panni, sete, droghe e cere. Vi accorrevano genti diverse e tra questi soprattutto ebrei, eugubini e reatini. Farfa era utilizzata "come punto di snodo tra le aree appenniniche e l'area romana", per questo il quadro era molto variegato ed interessante per la compravendita. Il forte impulso di modello fieristico esercitato da Farfa lo si è potuto ritrovare anche a Roma nella zona del Castro Pretorio, dove vennero realizzati edifici che presero il nome di "botteghe di Farfa" anche se successivamente persero la loro funzione originaria e furono utlizzati per altre funzioni per attività diverse fino alla seconda metà dell'Ottocento.